Luigi Ghirri

Inizia a fotografare nel 1970 confrontandosi con artisti concettuali e ricercando segni nei paesaggi naturali e segni artificiali nell’opera umana e nel paesaggio stesso (manifesti, insegne ma anche cartine geografiche). Dal 1980, sollecitato da Vittorio Savi, si confronta con la fotografia di architettura nel territorio. I suoi paesaggi sono sospesi, non realistici per certi versi metafisici, spesso privi di figure umane ma mai privi dell’intervento dell’uomo sul paesaggio. L’uso di colori delicati e non saturi è fondamentale nella sua poetica e nasce dalla stretta collaborazione con il suo stampatore Arrigo Ghi.

Luigi Ghirri began shooting photographs in 1970, measuring himself against conceptual artists and seeking signs in natural landscapes and artificial signs in human work and in the landscape itself (posters, signs but also geographical maps). In 1980, urged by Vittorio Savi, he tackled photography of architecture on the territory. His landscapes are suspended, non-realistic and in some ways metaphysical, often without human figures but never lacking man’s intervention on the landscape. The use of delicate and unsaturated colours is fundamental to his poetics and grew out of close collaboration with his printer Arrigo Ghi.

TITOLI/TITLES:

Un’avventura minima