I giardini di Ravenna

cm 14 x 20, pag. 206, edizione limitata di 200 copie numerate
Stampa anastatica del diario dell’artista (1984)
Euro 25,00

€ 25,00

Piero Dosi (Lugo, 1946-2016)

Piero Dosi si è formato al Liceo Artistico di Ravenna, dove gli insegnanti erano per lo più allievi di Luigi Varoli, e ha frequentato altre scuole di incisione e design tra Firenze e Milano senza portarle a termine. Verso la fine degli anni Sessanta avvia la sua carriera di pittore figurativo ma antirealistico che, nel tempo, trova un tema privilegiato negli autoritratti. Negli anni Settanta e Ottanta prevale, in lui, un approccio alla figurazione di tipo iperrealista ma le rese quasi fotografiche dei soggetti (ritratti e autoritratti) sono sporcate da apparenti strappi, da scritte, da sovrapposizioni che mimano la tecnica del collage e da dettagli che ricordano le deformazioni corporee di Francis Bacon. Questo gioco al massacro dell’immagine (operata tra riferimenti al Surrealismo, a Magritte e all’Art Brut) trova momentanea fine al momento del suo trasferimento a Valle Santa, oasi naturalistica nel delta del Po. Qui, il rapporto con la natura lo porta a rassodare la sua pittura che trova inediti accenti vitalistici in un originale e antigrazioso mix di futurismo, fauvismo e divisionismo: aspetti che torneranno nel suo lavoro dopo una parentesi (anni Novanta) quasi astratta, informale e, a volte, anche decorativa. Pur utilizzando colori caldi e squillanti, Dosi è impietoso nei confronti dei suoi soggetti e la lunga serie degli autoritratti non è altro che una continua indagine sul tempo e sulle insanabili conseguenze che il suo scorrere comporta. Spesso, le sue ultime opere sono composte da due o più tele, quasi a sollecitare un ideale e potenziale accorpamento di tutto il suo lavoro lungo una linea narrativa senza soluzione di continuità.