Latte & Linguaggio 2 (2015)

a cura di Luigi Ballerini, Pasquale la Torre e Emanuela Oliveti

latte s. m. [lat. lac lactis]. – Liquido denso, bianco opaco, prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie, alimento completo e indispensabile della prole dei mammiferi nel primo periodo di vita … Con riferimento al colore: avere una pelle bianca come il latte; fig., non com., di persona, essere latte e rosa, latte e sangue, avere una bella carnagione bianca e rosea. Quindi, poet., candore, color bianco latteo: Bianca nieve è il bel collo, e ’l petto latte (Ariosto); solo un velo Copriva il latte delle belle membra (Chiabrera); il latte azzurrino dell’opale è pieno di fuochi nascosti (D’Annunzio) … Nome di dolci e bibite nella cui composizione entra il latte: latte brûlé, latte alla portoghese, altri nomi, oggi raram. usati, del dolce comunem. chiamato crème-caramel. Latte di gallina, bibita corroborante, composta di tuorlo d’uovo sbattuto con zucchero, diluito nel latte bollente con aggiunta di cognac o rum; fig., cibo squisito o raro, spec. in frasi scherz. o iron.: sono così attaccati a quel figlio, che lo allevano con latte. di gallina … 

linguàggio s. m. [der. di lingua]. –  Nell’uso ant. o letter., e talora anche nell’uso com. odierno, lo stesso che lingua, come strumento di comunicazione usato dai membri di una stessa comunità: parlare con proprietà di linguaggio; Questi è Nembrotto per lo cui mal coto Pur un linguaggio nel mondo non s’usa (Dante), per il cui cattivo pensiero, di innalzare la torre di Babele, gli uomini non parlano una medesima lingua … La capacità e la facoltà, peculiare degli esseri umani, di comunicare pensieri, esprimere sentimenti, e in genere di informare altri esseri sulla propria realtà interiore o sulla realtà esterna e lo strumento stesso di tale espressione e comunicazione … Filosofia del linguaggio, la riflessione sull’insieme delle teorie concernenti la natura, la struttura e le funzioni dei segni linguistici… Modo individuale di esprimersi, sia per un uso particolare della lingua, considerato sotto l’aspetto formale (linguaggio raffinato, volgare, affettivo, dialettico, ecc.), sia per l’uso di un proprio codice linguistico (linguaggio convenzionale; linguaggio infantile; talora con riguardo a caratteri stilistici: il linguaggio di Dante, di Ariosto, di D’Annunzio, ecc.). Anche di una classe d’individui, di un determinato ambiente professionale o gruppo: linguaggio poetico, letterario, filosofico, tecnico, scientifico, militare, marinaresco, burocratico; linguaggio giornalistico, pubblicitario; il linguaggio dei medici, degli avvocati…
(da Il vocabolario Treccani della lingua italiana)